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Continuiamo ad imparare dal “passato” II

Il secondo contributo è a cura del Prof. Franco Scaramuzzi, titolare della cattedra di Coltivazioni Arboree presso le Università di Pisa (1959) e di Firenze (1969), nonché Rettore dell’Ateneo Fiorentino  (1979-1991), presidente dell’Accademia dei Georgofili (1986-2014) e presidente onorario della stessa (2015-oggi).
Il commento che segue l’articolo è a cura del Dr. Maurizio Lambardi del CNR-IVALSA di Firenze e Segretario Generale SOI.

Articolo Scaramuzzi

Commento all’articolo

Osservazioni su un nuovo tipo di innesto «ad intarsio»: l’innesto a «triangolo modificato»

Rivista della Ortoflorofrutticoltura Italiana. Volume XXXVII, N. 9-10 (anno 1953)

di Franco Scaramuzzi

Questo lavoro è opera del Prof. Franco Scaramuzzi ed è stato pubblicato nel 1953 sulla la rivista che, dalla sua fondazione nel 1876, per oltre un secolo è stata il “fiore all’occhiello” dell’attività editoriale, non solo della Società di Ortoflorofrutticoltura Italiana, ma di tutta la stampa nazionale di settore. Ecco, vi invito a leggere la nota (è ancora oggi attualissima!) e a confrontarla con le descrizioni che si riportano in uno qualsiasi dei molteplici manuali di innesto che è possibile trovare oggi in libreria. La differenza vi risalterà subito agli occhi: la chiarezza, la dovizia di particolari, l’ “amore” che traspare per quella che, da sempre, è una vera e propria arte, più che una semplice tecnica vivaistica, non hanno confronti.

In questa pubblicazione il Prof. Scaramuzzi conduce per mano il lettore nella comprensione di questo innesto, descrivendo ogni più piccolo passaggio, dalla preparazione del portinnesto e della marza, ai passaggi necessari nella sua realizzazione, all’epoca di innesto, finanche alla dettagliata preparazione del mastice più idoneo alle diverse temperature, rifacendosi in questo all’esperienza di un grande tecnico, Sirio Mangiavacchi. Il tutto corredato, nella prima parte, da illustrazioni (disegni) di grandissima chiarezza.

La seconda parte della pubblicazione è dedicata a quella che era una delle “specialità” scientifiche del Prof. Scaramuzzi: l’isto-anatomia che, a quei tempi, richiedeva un numero impressionante di ore di laboratorio per fissare il materiale, sezionarlo, colorarlo e chiudere infine le sezioni nei vetrini portoggetto per l’osservazione al microscopio. Il processo di cicatrizzazione e saldatura dell’innesto è descritto con foto belle e chiare che assumono tanto più valore se si considera che, a quei tempi, il sezionamento era operato con microtomo a legno e richiedeva pazienza infinita e grande perizia. Il lavoro si completa con una serie di esperimenti in campo su combinazioni diverse specie/portinnesto, al fine di evidenziare le percentuali di attecchimento degli innesti. E qui l’occhio esperto dello sperimentatore veniva ad avere un valore immenso, superiore a qualsiasi analisi statistica dei risultati, diventata, in seguito, imprescindibile, sebbene troppo spesso soppiantando le considerazioni derivanti dall’osservazione diretta dei fenomeni. Interessante, infine, anche l’analisi del costo d’innesto, ponendo a confronto la paga sindacale degli innestini (Lire 1150 al giorno!) con quella quasi doppia percepita da “innestini di provata abilità”.

Insomma, una lettura gradevolissima e tuttora attuale che vi esorto a fare. Ringraziando il Prof. Franzo Scaramuzzi per averci regalato questo “frammento di storia” della frutticoltura e del vivaismo nazionale.

Maurizio Lambardi   

Primo Ricercatore CNR e Segretario Generale SOI

Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)

IVALSA, Sesto Fiorentino (Firenze)